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roberto paura
Aspettando l’infoapocalisse:
i tecnognistici di Erik Davis
L’alba del sublime tecnologico: la prima edizione di Techgnosis
Quando diede alle stampe la sua opera prima, Davis era un giovane giornalista culturale di appena 31 anni, nato e cresciuto in California, dove era precocemente andato in fissa con Philip K. Dick, autore al quale aveva dedicato la sua tesi di laura a Yale. Fu tra i primi a mettere le mani sull’enorme e confusa mole di dattiloscritti che Dick chiamava “l’Esegesi”, un tentativo di dare senso alle esperienze mistiche iniziate nel 1974 da cui avrebbe tratto la Trilogia di Valis (1981-1982). In seguito, nel 2011, insieme a Jonathan Lethem Davis portò a termine la faticosa impresa di dare alle stampe un sunto (pur imponente) di quegli scritti (editi in Italia da Fanucci nel 2015); ma già dalle prime letture, si rese conto che Dick incarnava il nuovo spirito del tempo che si respirava in California, dove la controcultura, il tecno-utopismo, la fantascienza, le esperienze allucinogene, la passione per gli UFO e la cultura hacker stavano fondendosi in un tutto che Alberto Abruzzese avrebbe definito, nella prefazione alla prima edizione italiana del libro, “l’odierno californismo universale”.
Original source
https://www.quadernidaltritempi.eu/techgnosis-erik-davis/