Home ← Articles Monograph Services
IT EN ES
News

SpaceX affitta GPU a Google per 920 milioni al mese, alla vigilia dell'IPO

📅 2026-06-09 ⏱ 2 min read logistar.it
SpaceX affitta GPU a Google per 920 milioni al mese, alla vigilia dell'IPO
Google pagherà a SpaceX 920 milioni di dollari al mese per accedere a circa 110.000 GPU Nvidia, CPU e memoria nei data center della società di Elon Musk. L’accordo, reso pubblico il 5 giugno tramite un deposito alla SEC, copre il periodo da ottobre 2026 a giugno 2029 e vale in totale circa 30 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato sette giorni prima che SpaceX debuttasse su Nasdaq con l’IPO più grande della storia. La struttura del contratto ricalca quella firmata a maggio con Anthropic, che ha accettato di pagare 1,25 miliardi al mese fino al 2029 per tutta la capacità disponibile del data center Colossus 1 a Memphis, Tennessee, originariamente costruito da xAI per addestrare il suo modello Grok. L’accordo con Google copre circa la metà di quella capacità. SpaceX non ha specificato quale struttura utilizzerà Google, ma Musk aveva già dichiarato che il Colossus 2 sarebbe rimasto riservato a xAI. La capacità per Google si attiverà gradualmente entro settembre 2026 a una tariffa ridotta, per poi passare alla cifra piena da ottobre. Se SpaceX non consegna i 110.000 GPU entro il 30 settembre, Google potrà rescindere l’accordo o accettare una riduzione proporzionale dei costi. Entrambe le parti possono comunque uscire dal contratto dopo il 31 dicembre 2026 con 90 giorni di preavviso. Il contesto che ha reso possibile tutto questo è la fusione, avvenuta a febbraio 2026, tra SpaceX e xAI a una valutazione combinata di 1.250 miliardi di dollari. Con quell’operazione, SpaceX ha acquisito i data center Colossus a Memphis, infrastruttura enorme costruita in tempi record per addestrare Grok. Il problema è che i ricavi da quel modello non sono decollati: il segmento AI ha registrato nel primo trimestre una perdita operativa di 2,5 miliardi di dollari su soli 818 milioni di ricavi, mentre le spese in conto capitale per l’AI hanno superato i 7,7 miliardi nello stesso periodo. Affittare i server a concorrenti come Google e Anthropic trasforma una struttura costosa in una fonte di entrate ricorrenti — esattamente quello che serve per presentarsi agli investitori con numeri convincenti. Google ha giustificato l’accordo come “capacity ponte” per soddisfare la domanda in crescita della sua piattaforma Gemini Enterprise, il prodotto di AI per grandi aziende. Il ragionamento ha una sua logica: costruire data center richiede tempo, affittare GPU già disponibili no. Detto questo, Google è considerata uno dei maggiori proprietari mondiali di infrastruttura AI, con miliardi investiti nei suoi chip TPU. Che abbia scelto di noleggiare capacità da una società di razzi conferma quanto la domanda di compute stia superando anche le previsioni interne dei colossi del settore. L’IPO di SpaceX è fissata per il 12 giugno 2026 su Nasdaq con il ticker SPCX, al prezzo fisso di 135 dollari per azione. La società punta a raccogliere 75 miliardi di dollari con una valutazione di circa 1,77 trilioni, il che la renderebbe la più grande quotazione della storia dei mercati finanziari. Musk manterrà circa l’82% dei diritti di voto. I due accordi con Google e Anthropic, che insieme valgono oltre 70 miliardi nel periodo di validità, arrivano nel momento in cui SpaceX deve dimostrare che il suo investimento nell’AI non è solo un costo ma anche un business. Nei prossimi mesi la scadenza del 30 settembre per la consegna delle GPU sarà il primo vero banco di prova per capire se quelle promesse reggono a contatto con la realtà operativa.