China's AI research compared to USA and Europe
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Un nuovo report basato sul database proprietario Dimensions, rilasciato da Digital Science, mostra che la Cina ha assunto una leadership schiacciante nella ricerca sull'intelligenza artificiale nonostante le restrizioni statunitensi sull'esportazione di chip. Il numero totale di articoli su AI pubblicati globalmente è passato da meno di 8.500 nel 2000 a oltre 57.000 nel 2024. In particolare, la produzione cinese è esplosa: da soli 671 articoli nel 2000 a 23.695 nel 2024, superando la somma di Stati Uniti (6.378), Regno Unito (2.747) e Unione Europea (10.055). Daniel Hook, CEO di Digital Science, sottolinea che 'chi controllerà la migliore AI avrà un vantaggio competitivo in molti campi' e definisce la competizione 'fondamentalmente geopolitica'. Il titolo del report fa riferimento a DeepSeek, startup cinese il cui modello V3 ha eguagliato le prestazioni dei modelli americani con costi di sviluppo molto più bassi, sfidando l'idea di un vantaggio statunitense di dieci anni. Nel 2024, i ricercatori cinesi hanno depositato 35.423 domande di brevetto legate all'AI, oltre 13 volte il totale combinato di USA, UK, Canada, Giappone e Corea del Sud (2.678). La Cina ha circa 30.000 ricercatori di AI, contro i 10.000 degli USA, e la loro età media è inferiore. Il report nota anche che la collaborazione internazionale della Cina sta diminuendo: gli autori cinesi hanno il tasso più basso di co-autorialità straniera, indicando una capacità di ricerca sempre più indipendente. Hook conclude che 'data una forza lavoro giovane, vivace e altamente istruita, ci si può aspettare un'ondata di innovazione dalla Cina simile a quella di DeepSeek'.