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Seppellire l'informazione

📅 2010-01-01 ⏱ 3 min lectura ★☆☆☆☆ puntuación: 1 logistar.it

tratto da estropico   2012-10-07
Il racconto del tempio
Tanto tempo fa, c'era un popolo con un problema di informazione. Nonostante avessero sostituito le loro ingombranti tavolette d'argilla con la carta, la utilizzavano in modo bizzarro. Nel cuore della loro terra si ergeva una cupola imponente. Sotto la cupola vi era la loro grande Camera degli Scrittori. All'interno di questa camera c'era una grossa collinetta di foglietti di carta, ognuno dalla dimensione della mano di bambino.  

Di tanto in tanto, un erudito viaggiava fino a questo "tempio dello studio" per offrire la sua conoscenza. Un consiglio di scribi avrebbe giudicato il valore della conoscenza offerta. Se questa si fosse dimostrata preziosa, essa sarebbe stata trascritta su un foglietto, il quale sarebbe stato solennemente lanciato sul mucchio.-.-

Di tanto in tanto, altri industriosi eruditi venivano a cercare conoscenza, frugando nel mucchio alla ricerca del foglietto desiderato. Alcuni di loro, più abili in queste ricerche, avrebbero potuto trovare un particolare foglietto in meno di un mese. Gli scribi accoglievano sempre volentieri i ricercatori, poiché erano così rari.  

Noi moderni possiamo vedere chiaramente il loro problema: in un mucchio disordinato, ogni foglietto aggiunto seppellisce i restanti (come accade su molte odierne scrivanie). Ogni foglietto è separato, non correlato agli altri, ed aggiungere un riferimento ad un altro foglietto sarebbe ben poco utile, visto che cercare un foglietto richiede dei mesi. Se usassimo un tale mucchio per conservare la nostra informazione, i nostri innumerevoli e dettagliati scritti di scienza e tecnologia diventerebbero quasi inutili. Le ricerche richiederebbero anni, o intere vite.  

Noi moderni abbiamo adottato una soluzione semplice: mettiamo in ordine le pagine. Mettiamo una pagina dopo l'altra per comporre un libro, un libro dopo l'altro per riempire uno scaffale, e quindi riempiamo di mensole un edificio per comporre una biblioteca. Mettendo in ordine le pagine possiamo trovarle, e seguire molto più rapidamente i riferimenti. Se gli scribi avessero assunto degli eruditi per disporre i foglietti in pile distinte per soggetto, la ricerca dei foglietti sarebbe divenuta più facile.  

E tuttavia, di fronte a pile distinte di foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina, dove avrebbero dovuto mettere, questi eruditi, i foglietti riguardanti la geografia storica, o la epidemiologia geografica, o la storia medica? Dove avrebbero dovuto mettere i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste?".  

Ma nel nostro paese immaginario, gli scribi adottarono un'altra soluzione: si rivolsero ad un mago. Ma prima di farlo, essi rinchiusero gli eruditi nella camera perché cucissero e legassero dei fili di connessione fra un foglietto ed un altro. I fili di un particolare colore legavano un foglietto al successivo in una serie, un altro colore conduceva ad un riferimento, un altro ad una nota critica, e così via. Gli eruditi intessevano una rete di relazioni, rappresentate da una rete di connessioni. Infine il mago (dagli occhi scintillanti e una chioma fluttuante) recitò un incantesimo, e l'intero caos si librò lentamente nell'aria per aleggiare come una nuvola nella cupola. Dopo di ciò, un erudito che impugnasse un foglietto doveva solo afferrare dal suo bordo uno dei fili che vi erano annodati, per tirarsi appresso tutti gli altri foglietti collegati. E i fili, magicamente, non si ingarbugliavano mai.  

Ora gli eruditi potevano collegare i foglietti riguardanti "La Storia della Diffusione della Grande Peste" ai foglietti riguardanti la storia, la geografia e la medicina. Potevano aggiungere tutte le note e tutto il testo che volevano, collegandoli nel modo più vantaggioso. Potevano aggiungere speciali foglietti d'indice, in grado di mettere a portata di mano qualunque cosa fosse in lista. Potevano disporre i collegamenti ovunque desiderassero, tessendo una rete di conoscenza che sapesse far corrispondere le connessioni con il mondo reale.  

Noi, con le nostre inerti pile di carta, potremmo solo invidiarli - se non avessimo i computer.  
  
La carta magica diventa reale