Cortical Labs ha sviluppato un sistema che combina neuroni coltivati in laboratorio con componenti elettronici al silicio, consentendo di esplorare applicazioni che vanno dalle neuroscienze e dalla modellizzazione delle malattie alla robotica e all'intelligenza artificiale (IA).
Il sistema, chiamato CL1, funziona facendo crescere neuroni a partire da cellule staminali e disponendoli su chip in grado di inviare e ricevere segnali elettrici.
CL1 permette agli utenti di interagire direttamente con i neuroni, inviando segnali elettrici come input e interpretando in tempo reale la risposta delle cellule.
Come nei sistemi di calcolo convenzionali, utilizza chip al silicio, ma questi sono dotati di microelettrodi che comunicano con i neuroni viventi, inviando segnali e leggendo le loro risposte come parte del processo di calcolo.
A differenza dei tradizionali computer basati sul silicio, il sistema, grande più o meno quanto una scatola di scarpe, utilizza colture di cellule viventi che per sopravvivere hanno bisogno di un liquido ricco di nutrienti, un approccio talvolta definito «wetware».
Secondo Cortical Labs, circa 120 unità di questo tipo alimentano un piccolo data center a Melbourne, in Australia.
Se l'idea di far crescere neuroni in laboratorio non è nuova, Cortical Labs sostiene di aver fatto un passo in più: ha standardizzato un sistema che rende molto più semplice collegare le colture cellulari alle interfacce elettroniche, senza la necessità di complessi allestimenti di laboratorio su misura.