L’algoritmo preme il grilletto: la guerra anti-drone entra nell’era della velocità artificiale
DI REDAZIONE
IL 11 MAGGIO 2026
IN DIFESA
La trasformazione più importante della guerra moderna non riguarda i caccia stealth da centinaia di milioni di dollari né le portaerei nucleari che i politici adorano fotografare durante le campagne elettorali. Riguarda piccoli oggetti di plastica, spesso costruiti con componenti commerciali acquistabili online, capaci di distruggere carri armati, bloccare aeroporti, saturare difese aeree e trasformare qualsiasi soldato in un bersaglio tracciabile dall’alto. Il drone economico ha fatto alla guerra quello che il container fece alla logistica globale: ha abbattuto il costo marginale dell’asimmetria.
Il punto interessante, e vagamente inquietante, è che il Pentagono ha ormai accettato una realtà che molti strateghi militari fingevano di ignorare fino a pochi anni fa: gli esseri umani non sono abbastanza veloci per combattere nel nuovo ciclo decisionale della guerra automatizzata. Quando il Dipartimento della Difesa statunitense accelera progetti come il C-UAS Close-In Kinetic Defeat Enhancement, basati su sistemi AiTR, aided target recognition, non sta semplicemente aggiornando un software militare. Sta ridefinendo il ruolo cognitivo del soldato sul campo di battaglia.
La velocità è diventata la valuta dominante della sopravvivenza tattica. Durante le guerre del Novecento, la superiorità era spesso misurata in tonnellaggio industrial...