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Einstein - Come io vedo il mondo

📅 2022-07-29 ⏱ 7 min lettura ★☆☆☆☆ voto: 1 logistar.it

Come io vedo il mondo
Società e Personalità
Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte
le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all'esistenza degli altri uomini e
che, per la nostra stessa natura, siamo simili agli animali che vivono in
comunità.
Ci nutriamo di alimenti prodotti da altri uomini, portiamo abiti fatti da altri,
abitiamo case costruite dal lavoro altrui.
La maggior parte di quanto sappiamo e crediamo ci e stata insegnata da altri
per mezzo di una lingua che altri hanno creato.
Senza la lingua la nostra facoltà di pensare sarebbe assai meschina e
paragonabile a quella degli animali superiori; perciò la nostra priorità sugli
animali consiste prima di tutto - bisogna confessarlo - nel nostro modo di
vivere in società.
L'individuo lasciato solo fin dalla nascita resterebbe, nei suoi pensieri e
sentimenti, simile agli animali in misura assai difficile ad immaginare.
Ciò che è e ciò che rappresenta l'individuo non lo e in quanto individuo, ma in
quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale
e morale dalla nascita fino alla morte.
Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla
misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono
allo sviluppo dell'esistenza degli altri individui.

Infatti abbiamo l'abitudine di giudicare un uomo cattivo o buono secondo
questo punto di vista.
Le qualità sociali di un uomo appaiono al primo incontro, le sole valevoli a
determinare il nostro giudizio su di lui.
Eppure anche questa teoria non è rigorosamente esatta.
Non è difficile comprendere che tutti i beni materiali, intellettuali e morali
ricevuti dalla società sono giunti a noi nel corso di innumerevoli generazioni
di individualità creatrici.
Quello di oggi è un individuo che ha scoperto in un sol colpo l'uso del fuoco,
un individuo che ha scoperto la coltura delle piante nutritive, un individuo che
ha scoperto la macchina a vapore.

https://it.wikiquote.org/wiki/Albert_Einstein#Come_io_vedo_il_mondo

testo di Come io vedo il mondo

https://zoboko.com/book/yqyv0rop/come-io-vedo-il-mondo


Libertà spirituale degli individui e unità sociale
E tuttavia solo l'individuo libero può meditare e conseguentemente creare
nuovi valori sociali e stabilire nuovi valori etici attraverso i quali la società si
perfeziona.
Senza personalità creatrici capaci di pensare e giudicare liberamente, lo
sviluppo della società in senso progressivo e altrettanto poco immaginabile
quanto lo sviluppo della personalità individuale senza l'ausilio vivificatore
della società
Una comunità sana è perciò legata tanto alla libertà degli individui quanto alla
loro unione sociale.
E' stato detto con molta ragione che la civiltà greco-europeo-americana, e in
particolare il rifiorire della cultura del Rinascimento italiano subentrato alla
stasi del Medio Evo in Europa, trovò soprattutto il suo fondamento nella
libertà e nell'isolamento relativo dell'individuo.
Consideriamo ora la nostra epoca, in quali condizioni sono oggi la società le
personalità?
In rapporto al passato la popolazione dei paesi civilizzati è estremamente
densa; l'Europa ospita all'incirca una popolazione tre volte maggiore di quella
di cento anni fa.
Ma il numero di uomini dotati di temperamento geniale e diminuito senza
proporzione.
Solo un esiguo numero di uomini, per le loro facoltà creatrici, sono conosciuti
dalle masse come personalità. In una certa misura l'organizzazione ha
sostituito le qualità del genio nel campo della tecnica, ma anche, e in misura
notevolissima, nel campo scientifico.
La penuria di personalità si fa sentire in modo particolare nel campo artistico.
La pittura e la musica sono oggi nettamente degenerate e suscitano nel popolo
echi assai meno intensi.
La politica non manca solo di capi: l'indipendenza intellettuale e il sentimento
del diritto si sono profondamente abbassati nella borghesia e l'organizzazione
democratica e parlamentare che poggia su quella indipendenza e stata
sconvolta in molti paesi; sono nate dittature e sono state sopportate perchè il
sentimento della dignità e del diritto non è più sufficientemente vivo.
Decadimento della dignità umana
I giornali di un Paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e
ignorante a un tale stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli

uomini ad indossare l'abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di
permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani. Il servizio
militare obbligatorio mi sembra il sintomo più vergognoso della mancanza di
dignità personale di cui soffre oggi la nostra umanità civilizzata.
In relazione a questo stato di cose non mancano profeti che prevedono
prossimo il crollo della nostra civiltà.
Io non sono nel numero di questi pessimisti: io credo in un avvenire migliore.
Il sistema economico ostacola la libera evoluzione
A mio avviso l'attuale decadenza sociale dipende dal fatto che lo sviluppo
dell'economia e della tecnica ha gravemente esacerbato la lotta per l'esistenza
e quindi la libera evoluzione degli individui ha subìto durissimi colpi.
Ma per soddisfare i bisogni della comunità, il progresso della tecnica esige
oggi dagli individui un attività assai minore.
La divisione razionale del lavoro diverrà una necessità sempre più imperiosa e
porterà alla sicurezza materiale degli uomini.
E questa sicurezza unita al tempo e all'energia che resterà disponibile, può
essere un elemento favorevole allo sviluppo della personalità.
In questo modo la società può ancora guarire e noi vogliamo sperare che gli
storici futuri presenteranno le manifestazioni patologiche del nostro tempo
come le malattie infantili di una umanità dalle possenti aspirazioni, provocate
dalla corsa troppo rapida della civiltà.
Valore sociale della ricchezza
Sono fermamente convinto che tutte le ricchezze del mondo non potrebbero
spingere l'umanità più avanti anche se esse si trovassero nelle mani di un
uomo totalmente consacrato all'evoluzione del ge nere umano.
Solo l'esempio di personalità grandi e pure può condurre a nobili pensieri e ad
elette azioni.
Il denaro suscita soltanto egoismo e spinge sempre, irresistibilmente, a farne
cattivo uso.
Si possono immaginare Mosè, Gesù o Gandhi armati della borsa di Carnegie?
Perchè viviamo
Ben singolare è la situazione di noialtri mortali.
Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perchè, ma
assai spesso crede di averlo capito.
Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita
quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso
e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine
di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia.
Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore
dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo
sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora
ricevo.
Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa
consapevolezza di chiedere all'attività dei miei simili più di quanto non sia
necessario.

Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che,
in fin dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo anche che
una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito.
Limiti della nostra libertà
Non credo affatto alla libertà dell'uomo nel senso filosofico della parola.
Ciascuno agisce non soltanto sotto l'impulso di un imperativo esteriore, ma
anche secondo una necessità interiore.
L'aforisma di Schopenhauer: "E' certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma
non può volere che ciò che vuole" mi ha vivamente impressionato fin dalla
giovinezza; nel turbine di avvenimenti e di prove imposte dalla durezza della
vita, quelle parole sono sempre state per me un conforto e una sorgente
inesauribile di tolleranza.
Aver coscienza di ciò contribuisce ad addolcire il senso di responsabilità che
facilmente ci mortifica e ci evita di prendere troppo sul serio noi come gli altri;
si è condotti cosi a una concezione della vita che lascia un posto singolare
all'humor.
Il benessere e la felicità
Da un punto di vista obiettivo, preoccuparsi del senso o del fine della nostra
esistenza e di quella delle altre creature mi è sempre parso assolutamente
vuoto di significato.
Ciononostante ogni uomo è legato ad alcuni ideali che gli servono di guida
nell'azione e nel pensiero.
In questo senso il benessere e la felicità non mi sono mai apparsi come la meta
assoluta (questa base della morale la definisco l'ideale dei porci).
Gli ideali che hanno illuminato la mia strada e mi hanno dato costantemente
un coraggio gagliardo sono stati il bene, la bellezza e la verità.
Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che condividono le mie
convinzioni, senza la affannosa ricerca del giusto, eternamente inafferrabile,
del dominio dell'arte e della ricerca scientifica, la vita mi sarebbe parsa
assolutamente vuota.
Fin dai miei anni giovanili ho sempre considerato spregevoli le mete volgari
alle quali l'umanità indirizza i suoi sforzi: il possesso di beni, il successo
apparente e il lusso.
Un cavallo che tira da solo
In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale,
non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in
generale.
Sono proprio un cavallo che vuol tirare da solo; mai mi sono dato pienamente
ne allo stato, ne alla terra natale, ne agli amici e neppure ai congiunti più
prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione netta di
essere un estraneo e ho sempre sentito il bisogno di solitudine; e questa
sensazione non fa che aumentare con gli anni.
Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e
dell'armonia con il prossimo.

Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e
della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle
opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili; ne sarà tentato di stabilire il suo
equilibrio su basi cosi malferme.