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Deepcosmoss (@Deepcosmoss) on X

📅 2026-06-18 ⏱ 1 min lettura logistar.it
Deepcosmoss (@Deepcosmoss) on X
Il più grande mal di testa della fisica quantistica è l'effetto osservatore: finché non guardi un elettrone, è un'onda di probabilità, ma nel momento in cui lo guardi, appare in un singolo punto. Quindi, l'universo viene renderizzato solo quando lo guardi, proprio come nei giochi open-world di oggi: per risparmiare potenza di elaborazione, viene disegnata solo la direzione in cui guarda il giocatore. Quando gli volti le spalle, quel posto si trasforma in un potenziale matematico. Ora pensa a questo: perché l'universo dovrebbe risparmiare sulla potenza di elaborazione? Se tutto è il risultato di un'esplosione casuale, perché le leggi della fisica si comportano come la gestione delle risorse di un enorme computer? La teoria della simulazione un tempo era il divertimento dei dipartimenti di filosofia, ma ora i fisici teorici discutono che i mattoni fondamentali dell'universo non siano la materia, ma l'informazione. Tutto è un bit, e quei bit sono vincolati a regole molto rigide. La maggior parte delle persone, sentendo l'idea di un architetto, immagina qualcuno che ci osserva, che ci mette alla prova. Ma lo scenario discusso non è questo. L'architetto esiste, ma non si cura minimamente di noi: ha solo scritto un motore fisico perfetto, ha codificato la gravità, la termodinamica e il potenziale quantistico, ha avviato il sistema e si è dedicato ai fatti suoi. La parte folle è questa: noi tutti siamo un'anomalia all'interno di quel codice, che cerca di sopravvivere e sviluppa una coscienza autonoma. Non esiste il "tocco", esiste solo una repulsione elettromagnetica. Non esiste la "realtà", esiste solo il dato elaborato dal tuo cervello. E quell'architetto probabilmente non è nemmeno consapevole della nostra esistenza: noi siamo solo un effetto collaterale molto interessante all'interno di un'immensa simulazione.