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Ruolo delle università cinesi nello sviluppo dell'IA

L’AI diventa obbligatorie nelle università cinesi

📅 2026-07-01 01:34:19+02:00 ⏱ 1 min lettura logistar.it
Nelle università cinesi l’intelligenza artificiale non è più un tabù, ma una competenza obbligatoria e strategica, a differenza del dibattito ancora aperto in Occidente. Un’indagine del Mycos Institute rivela che solo l’1% di studenti e docenti non usa strumenti AI, mentre quasi il 60% li adopera più volte a settimana o ogni giorno. Fino a due anni fa molti studenti dovevano aggirare i blocchi su ChatGPT con versioni pirata; oggi i professori li invitano a un uso consapevole, come dimostra il corso di Liu Bingyu alla China University of Political Science and Law, incentrato sulla scrittura di prompt. Atenei prestigiosi – Tsinghua, Fudan, Zhejiang – hanno inserito corsi obbligatori di AI anche per studenti non tecnici, e il Ministero dell’Istruzione promuove pensiero critico, competenze digitali e abilità pratiche. L’obbligatorietà si estende alle scuole primarie e secondarie di Pechino. A livello infrastrutturale, le università offrono versioni premium gratuite di DeepSeek accessibili con la tessera studentesca, in linea con l’autosufficienza tecnologica. Non mancano però difficoltà etiche: alcuni studenti temono di usare l’AI in modo scorretto, soprattutto per il plagio, e in assenza di regole chiare sono sorti servizi a pagamento per aggirare i software antiplagio, generando ansia. Nel mercato del lavoro, l’80% degli annunci per neolaureati nel 2025 richiede esperienza con l’AI, consolidando la percezione dell’AI come competenza strategica.