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<h3><strong><em>Il problema dell’accumulo elettrochimico</em></strong>.</h3> <p>Sorge subito qualche perplessità circa le <strong>dimensioni del parco di batterie</strong>, necessarie per accumulare una così grande quantità di<br />energia, e le relative preoccupazioni per l’impatto ambientale.</p> <p>Infatti, tenendo presente che la <span style="background-color: #ffff99;"><strong>densità d’energia degli accumulatori è </strong>circa<strong> 40 Wh/kg </strong>per quelli<strong> a piombo-acido e 140 Wh/kg </strong>per quelli<strong> a litiopolimeri</strong></span>,<br />accumulare un solo GWh significa ricorrere ad un parco di batterie del peso rispettivo di 25 000 e<br />7140 tonnellate.</p> <p>Tenendo presente che, per valorizzare appieno i kWh fotovoltaici, dovremmo accumulare<br />qualche decina di GWh, si capisce immediatamente l’insorgere di preoccupazioni circa la quantità di<br />materiali messa in gioco e la loro disponibilità (soprattutto se l’opzione d’accumulo venisse adottata in tutto<br />il mondo).</p> <p>Esiste, inoltre, qualche perplessità sul piano logistico per la collocazione in sicurezza di una così<br />grande massa di impianti, che hanno caratteristiche di tipo chimico (piombo, cadmio, acido solforico, ecc.).<br />Tuttavia, la considerazione che i sistemi di batterie sono destinati ad un uso stazionario trasferisce queste<br />preoccupazioni alla disponibilità di suolo e di edifici adeguati per il loro alloggiamento.</p> <p>Trattandosi di tecnologia ormai nota e consolidata nell’uso, ciò non dovrebbe costituire un problema insormontabile.</p> <p>Non dobbiamo, però, ignorare che un <span style="background-color: #ffff99;">impiego così massivo di accumulatori elettrochimici</span> pone indubbiamente<br />un problema ambientale circa la dismissione degli impianti ed il riciclaggio dei materiali, cosa per altro già<br />in atto per le batterie delle automobili.<br />Messa da parte questa preoccupazione, osserviamo che, sul piano tecnico, non esistono impedimenti per il<br />progetto, perché l’accumulo elettrochimico è una tecnica già consolidata e ampiamente collaudata.<br />Per ciò che concerne l’aspetto economico, invece, esistono molti dubbi.</p> <h3>Costo delle batterie</h3> <p>Da una piccola ricerca effettuata sul web, emerge la seguente situazione dei costi all’ingrosso delle batterie:</p> <ul> <li>da 1 a 2 €/Wh per gli accumulatori litio-polimeri;</li> <li>da 0,05 a 0,1 €/Wh per quelli a piombo-acido.</li> <li>Le batterieal nichel-cadmio hanno un costo intermedio.</li> </ul> <p>La <strong>vita operativa</strong>, stimata nel numero di cicli per cui la <strong>capacità iniziale si riduce al 50%</strong>, si aggira intorno ai</p> <ul> <li>3000 cicli di carica e scarica per il litio-polimeri e</li> <li>2000 cicli per il piombo-acido.</li> </ul> <p style="text-align: left;">Pertanto, ogni Wh dicapacità della batteria accumula in tutta la vita operativa una quantità d’energia di 2250 Wh per il litiopolimeri<br />e 1500 Wh per il piombo-acido.</p> <p style="text-align: left;">L’efficienza per la carica è in entrambi i casi del 90% e quella di scarica dell’80%, per cui il rendimento dell’intero ciclo è pari al 72%.</p> <p style="text-align: left;">Di conseguenza, ogni Wh fornito in entrata alla batteria è reso al carico come 0,72 Wh, per cui avremo, nell’intera vita operativa, energia utile in misura rispettivamente pari a 1,62 kWh e 1,08 kWh per ogni Wh di capacità nei due casi.</p> <p style="text-align: left;"><br />Consideriamo un prezzo intermedio (rispetto all’intervallo sopra riportato) di</p> <ul> <li>1,5 €/Wh per gli accumulatori a litio-polimeri e</li> <li>0,07 €/Wh per quelli al piombo-acido.</li> </ul> <p style="text-align: left;">Approssimativamente, ciascun kWh che transita per il sistema d’accumulo verso il carico è gravato da un’aggiunta di costo di circa 0,92 € nel caso delle batterie al<br />litio e 0,065 € per quelle al piombo.<br />Teniamo conto che questi costi si vanno ad aggiungere a quello di produzione del kWh PV e che il tutto si<br />deve poi confrontare con il prezzo medio di vendita in rete del kWh, (al presente circa 0,08 €).</p> <p style="text-align: left;">Ne deriva che la stima dei costi d’accumulo ci porta immediatamente a considerare come difficilmente sostenibile il costo<br />dei sistemi a batterie litio-polimeri, mentre l’opzione degli accumulatori al piombo può essere discussa<br />sostanzialmente per due motivi.<br />Il primo è che il costo di 0,065 €/kWh è commensurabile con il prezzo medio di vendita del kWh; il secondo<br />è che la grande dimensione del sistema d’accumulo potrebbe permettere di spuntare rilevanti sconti sul<br />prezzo delle batterie, cosa che ne potrebbe far diminuire sensibilmente il costo.<br />Ad esempio, uno sconto di quantità del 30% produrrebbe un costo delle batterie di 0,049 €/Wh e quindi un<br />costo per il kWh accumulato di circa 0,045 €/kWh, confrontabile con il costo di generazione nella fascia di<br />base e vantaggioso rispetto al prezzo delle punte.<br />Supponiamo che questa situazione sia realizzabile e mettiamoci dal punto di vista del gestore della rete.<br />Il costo di produzione del kWh PV è recuperato attraverso le incentivazioni, che sono pagate dagli utenti<br />sulla componente A3 della bolletta e quindi non dal gestore. Infatti, egli spende per l’acquisto dell’energia 6<br />fotovoltaica un prezzo pari alla media giornaliera del <span style="background-color: #ffff00;"><strong>PUN (Prezzo Unico Nazionale)</strong></span>, cioè circa<strong><span style="background-color: #ffff00;"> 0,08 €/kWh</span></strong><br />nel 2011. Facendo passare i kWh PV per l’accumulo si aggiungono 0,045 €/kWh, per un costo totale di<br />0,125 €/kWh, cioè 125 €/MWh. Teniamo in memoria questa cifra e confrontiamola con l’andamento del<br />PUN degli ultimi 7 anni.</p> <p style="text-align: left;"><br /> <em>Andamento del Prezzo d’acquisto Unico Nazionale negli</em><br /><em>ultimi anni nei suoi valori medi e massimi (Fonte: Gestore Mercato</em><br /><em>Elettrico, www.mercatoelettrico.org/It/Statistiche/ME/DatiSintesi.aspx )</em></p> <p style="text-align: left;"><br />A fronte di un comportamento abbastanza regolare del<strong> PUN medio, che ha oscillato tra circa 52 e 87</strong><br /><strong>€/MWh</strong>, il valore massimo del prezzo, riscontrato durante le punte del carico, è salito ad un<span style="background-color: #ffff00;"> r<em><span style="background-color: #ffff00;">ec</span>ord di circa</em></span><br /><span style="background-color: #ffff00;"><em>378 €/MWh nel 2006</em></span> per poi calare gradualmente fino al valore di 151 €/MWh nel 2011 (ottobre scorso).<br />Pertanto, l’energia fotovoltaica, accumulata al costo totale di 125 €/MWh potrebbe essere rivenduta durante<br />la punta serale con un margine di guadagno lordo, che, nel caso più favorevole per la TERNA, potrebbe<br />essere di 26 €/MWh.</p>
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