Home ← Articles Monograph Services
IT EN ES
1918:5guerra:5piave:5

prima guerra mondiale, sfondamento delle linne austriache sul piave il 24...

📅 2026-07-30 ⏱ 3 min read logistar.it
prima guerra mondiale, sfondamento delle linne austriache sul piave il 24...
occare l’ultima grande offensiva austriaca sul fronte italiano. Il tono è quello di un comandante che rende conto del contributo delle proprie forze in un successo definito «largamente italiano», ma in cui il ruolo britannico è rivendicato con orgoglio e documentato nei dettagli operativi. Sebbene il rapporto si riferisca alla battaglia di giugno e non all’offensiva di ottobre, esso stabilisce già una chiave di lettura che Cavan manterrà anche per Vittorio Veneto: il contributo britannico è presentato come un elemento qualitativamente decisivo all’interno di uno sforzo alleato guidato strategicamente dall’Italia. 2. Caviglia: la manovra di Papadopoli e la rottura del fronte La ricostruzione di Caviglia è radicalmente diversa per impostazione e per enfasi. Nel volume Vittorio Veneto (1920), Caviglia non si limita a descrivere la battaglia, ma ne rivendica la direzione operativa e la concezione strategica. Il fulcro della sua narrazione è la manovra sulle Grave di Papadopoli, presentata come la scelta decisiva che permise di trasformare un’offensiva rischiosa in una vittoria operativa. Secondo Caviglia, il 26 ottobre 1918, dopo giorni di pioggia torrenziale e di ripetuti tentativi falliti di gittare ponti nel settore di Nervesa, le «Grave di Papadopoli» furono conquistate e si stabilì una testa di ponte sulla sponda sinistra del Piave, grazie anche all’azione della 10ª Armata di Cavan. Di fronte alla distruzione dei ponti a nord e all’impossibilità di far passare rapidamente le proprie divisioni, Caviglia «si rese conto che gli altri ponti non sarebbero stati ripristinati velocemente e quindi ordinò di utilizzare quello delle Grave», facendo affluire il XVIII Corpo sulla riva sinistra e deviandolo lateralmente verso Santa Lucia e Conegliano. Questa decisione, presentata da Caviglia come un’iniziativa personale e audace, aveva l’obiettivo di «liberare così la strada ai soldati rimasti bloccati nei pressi di Nervesa e di Priula» e, al tempo stesso, di aggirare le difese austriache sul fronte dell’8ª Armata. Tra il 29 e il 30 ottobre, le colonne avanzate dell’8ª Armata lasciarono la riva sinistra del Piave e marciarono verso nord-est: la Brigata «Piacenza» raggiunse Susegana e Conegliano, e dopo 17 ore di marcia forzata entrò a Cozzuolo (uno dei due centri di Vittorio Veneto), mentre i Lancieri di Firenze arrivavano a Serravalle. Nella notte, anche le retroguardie austriache abbandonarono la città, e Caviglia poté scrivere che l’obiettivo strategico di «spezzare in due il fronte austro-ungarico all’altezza della strada che portava a Vittorio Veneto» era stato raggiunto, «vincendo la guerra in poche ore». In questa ricostruzione, i ponti gettati e presidiati dalla 10ª Armata di Cavan sono un mezzo tattico-logistico essenziale, ma subordinato a una manovra operativa concepita ed eseguita dall’8ª Armata italiana. Caviglia non nega il valore delle truppe britanniche, ma ne ridimensiona il ruolo strategico: senza la sua decisione di sfruttare i ponti di Papadopoli per una manovra diagonale, la testa di ponte sarebbe rimasta un successo locale, non la chiave della vittoria. 3. Due narrazioni, una stessa battaglia Il confronto tra le due fonti primarie mette in luce una differenza sostanziale di prospettiva: Per Cavan, la vittoria è il risultato di una resistenza tenace seguita da una controffensiva condotta con metodo e coordinamento alleato, in cui il contributo britannico è documentato con precisione e rivendicato come qualitativamente determinante. Per Caviglia, la vittoria è l’esito di una manovra di rottura concepita ed eseguita dall’8ª Armata italiana, che ha sfruttato i ponti britannici come strumento tattico, non come motore strategico dell’offensiva. Questa divergenza non riguarda tanto i fatti materiali (entrambi riconoscono il ruolo dei ponti britannici sul Piave), quanto la gerarchia dei meriti e la chiave interpretativa della vittoria: da un lato una narrazione anglo-centrica che enfatizza il peso britannico, dall’altra una lettura italiana che colloca la 10ª Armata in un ruolo di supporto a una manovra decisiva progettata e condotta dall’8ª Armata di Caviglia. Fonti primarie citate Cavan, Frederick, Lord Cavan on the Battle of the Piave River, September 1918, in First World War.com – Primary Documents. Caviglia, Enrico, Vittorio Veneto, Milano, «L’Eroica», 1920 (ried. Mursia, 2026). Vaccari, Giuseppe, Relazione sull’offensiva di Vittorio Veneto, 12 novembre 1918, in Archivio di Stato di Torino – Archivio Lomaglio. Turismo FVG, La Battaglia Finale sul Piave (ottobre 1918), ricostruzione basata su documenti d’archivio e relazioni operative.