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CDP e energia nucleare

📅 2026-10-12 ⏱ 1 min read logistar.it
Il dibattito attorno all’energia nucleare costituisce un tema complesso, con posizioni spesso polarizzate, che incidono nelle scelte strategiche italiane in campo energetico e industriale.  Di recente, alla luce della necessità di raggiungere gli obiettivi climatici fissati dalla UE e di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, il potenziamento della generazione elettronucleare sta conoscendo un rinnovato interesse.  Nel 2023 risultavano in esercizio nel mondo 410 reattori, per una capacità complessiva di 371 GW e una produzione elettrica di 2.600 TWh, pari a circa il 9% dell’energia generata a livello globale.  Secondo gli scenari dell'International Energy Agency per la neutralità climatica, la produzione nucleare potrebbe crescere fino a raggiungere circa 5.500 TWh nel 2050. Considerando l’aumento della domanda elettrica, l’incidenza dell’energia nucleare rimarrebbe pressoché stabile nei prossimi decenni, per poi ridursi al 7,7% nel 2050.  Da un lato, il nucleare tradizionale deve fare i conti con diverse criticità, come l’elevata età media delle centrali, la concentrazione dell’offerta di uranio e l’incremento dei costi, anche in virtù della maggiore complessità tecnologica e di standard di sicurezza più stringenti.  Dall’altro, si profilano all’orizzonte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare dagli Small Modular Reactor (SMR), impianti di dimensioni ridotte, caratterizzati da maggiore sicurezza e minori costi stimati, che potrebbero essere operativi, per le tecnologie più avanzate, dal 2030.  Nell’approcciare lo sviluppo del nuovo nucleare, l’Italia può contare su competenze diffuse e su una ricerca all’avanguardia con circa 70 aziende che operano nel settore, dimostrando la resilienza del comparto anche a quattro decenni dall’abbandono della produzione elettrica da nucleare.  Il nucleare di ultima generazione si presenta oggi in stato sperimentale o dimostrativo e risente di una significativa variabilità di costi e tempistiche, oltre che di ostacoli di carattere tecnologico e regolatorio e in termini di accettazione pubblica.  Rendere effettivamente operativo il nucleare nel mix elettrico nazionale dal prossimo decennio, come previsto nel PNIEC, richiederà di definire quanto prima un quadro normativo e regolatorio che tenga conto delle peculiarità del contesto italiano, creando le condizioni funzionali ad attrarre investimenti utili al decollo del settore.  Allo stesso tempo, considerati i consistenti costi di sviluppo e le connessioni con i profili di sicurezza energetica ed economica è opportuno rafforzare la cooperazione industriale tra gli Stati UE.