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Was the British breakthrough at the Piave the turning point of WWI?

Piave River Battle: The Victory That Saved Italy (WWI) - ArhFoundation.org

📅 2026-07-29 17:33:30+02:00 ⏱ 2 min lectura logistar.it
La battaglia del Piave, svoltasi tra il 15 e il 23 giugno 1918, fu l'ultima grande offensiva austro-ungarica sul fronte italiano durante la Prima guerra mondiale e rappresentò un momento cruciale per le sorti del conflitto. Dopo la catastrofica disfatta di Caporetto nell'ottobre-novembre 1917, l'esercito italiano era stato costretto a ritirarsi fino al fiume Piave, dove riuscì a stabilizzare la linea difensiva grazie anche all'arrivo di truppe alleate, in particolare britanniche e francesi. Il comando supremo italiano, guidato dal generale Armando Diaz, aveva avviato una profonda riorganizzazione delle forze, introducendo nuove tattiche e migliorando la logistica, mentre le truppe britanniche, sotto il comando del generale Frederick Lambart, conte di Cavan, si erano integrate con efficacia nelle operazioni difensive. L'offensiva austro-ungarica, pianificata dal generale Conrad von Hötzendorf, mirava a sfondare le linee italiane in più punti, con l'obiettivo strategico di raggiungere Venezia e costringere l'Italia alla resa. Le forze imperiali, pur numericamente superiori, si trovarono però di fronte a una resistenza inaspettatamente tenace, soprattutto grazie alla determinazione delle truppe italiane e al supporto dell'artiglieria e delle mitragliatrici. Il 15 giugno, l'attacco principale austro-ungarico si concentrò sul settore del Montello, dove le truppe britanniche della 23ª Divisione, guidate dal generale Hugh Tudor, giocarono un ruolo decisivo nel respingere gli invasori. Nonostante alcuni iniziali successi locali, l'offensiva austro-ungarica si arenò rapidamente a causa della crescente resistenza italiana e delle difficoltà logistiche, come la carenza di rifornimenti e la stanchezza delle truppe. Entro il 23 giugno, le forze alleate erano riuscite a respingere completamente l'attacco, infliggendo agli austro-ungarici perdite stimate in oltre 150.000 uomini tra morti, feriti e prigionieri. La vittoria del Piave ebbe un impatto immediato sul morale delle truppe italiane, che videro in essa la conferma della loro capacità di resistere e contrattaccare, e contribuì a rafforzare la fiducia nella leadership di Diaz. Sul piano strategico, la battaglia segnò il punto di svolta del conflitto sul fronte italiano: dopo il fallimento dell'offensiva, le forze austro-ungariche non furono più in grado di lanciare attacchi su larga scala, mentre le truppe italiane, ora più sicure e motivate, iniziarono a preparare la controffensiva finale. Questo successo aprì la strada alla battaglia di Vittorio Veneto (ottobre-novembre 1918), che avrebbe portato alla disfatta definitiva dell'Impero austro-ungarico e alla fine della guerra in Italia. La battaglia del Piave è quindi ricordata non solo come una vittoria militare, ma anche come un evento simbolico che dimostrò la capacità dell'Italia e dei suoi alleati di resistere e vincere, nonostante le avversità iniziali. La sua importanza storica è stata spesso sottovalutata a livello internazionale, ma rimane un pilastro della memoria collettiva italiana come momento di riscatto dopo Caporetto.