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strategie militari che portarono allo sfondamento inglese sul Piave nel 1918

Gli Eserciti sul Piave 1917-1918 | Edizioni Chillemi

📅 2026-07-29 17:33:30+02:00 ⏱ 3 min lettura logistar.it
Il volume *Gli Eserciti sul Piave 1917-1918*, pubblicato da Edizioni Chillemi, rappresenta un contributo significativo alla storiografia militare italiana, focalizzandosi sulle strategie, le tattiche e l’organizzazione degli eserciti che si scontrarono lungo il fiume Piave tra il 1917 e il 1918. L’opera, curata da Pierluigi Romeo di Colloredo, si distingue per la sua capacità di sintetizzare in 48 pagine una complessa analisi delle dinamiche belliche che caratterizzarono uno dei fronti più cruciali della Prima guerra mondiale, spesso oscurato da altri scenari più noti come il fronte occidentale o quello balcanico. Il testo si struttura come una guida esaustiva, rivolta sia a studiosi che a semplici appassionati, e si avvale di un apparato iconografico di rilievo: quattro tavole uniformologiche a colori, 50 fotografie in bianco e nero e una copertina a colori, che arricchiscono la comprensione visiva delle vicende descritte. L’autore affronta in modo sistematico le strategie adottate dai quattro principali eserciti coinvolti nel conflitto sul Piave: l’esercito italiano, quello austro-ungarico, quello britannico e quello francese. Per ciascuno di questi, vengono analizzate le strutture organizzative, le dottrine tattiche e le innovazioni tecnologiche che ne definirono l’operatività. Romeo di Colloredo dedica particolare attenzione alle battaglie più significative, come la battaglia del Solstizio (giugno 1918) e la successiva offensiva di Vittorio Veneto, che portò allo sfondamento definitivo delle linee austriache. Il volume sottolinea come, nonostante la superiorità numerica e materiale degli Alleati, le vittorie ottenute fossero il risultato di una combinazione di fattori, tra cui la capacità di adattamento tattico, la qualità dei comandanti e l’evoluzione degli armamenti. Un aspetto centrale dell’analisi riguarda l’evoluzione dell’arte militare durante la Prima guerra mondiale, con un focus specifico sulle innovazioni introdotte nel corso del biennio 1917-1918. L’autore descrive come le esperienze maturate nei primi anni di guerra abbiano portato a una revisione delle strategie, con un passaggio dalla guerra di posizione a operazioni più dinamiche e coordinate. Vengono esaminati in dettaglio gli organigrammi dei reparti, le gerarchie militari e i ruoli dei principali comandanti, sia italiani che stranieri, evidenziando come le decisioni di figure come il generale Armando Diaz, comandante supremo dell’esercito italiano, abbiano influenzato l’esito delle operazioni. Allo stesso modo, vengono analizzate le strategie degli alti comandi austriaci e tedeschi, che, nonostante la crescente pressione alleata, cercarono di mantenere il controllo del fronte italiano fino agli ultimi mesi del conflitto. Il libro non si limita a una descrizione statica delle battaglie, ma offre una ricostruzione dinamica delle operazioni, mettendo in luce le tattiche impiegate in combattimento. Ad esempio, vengono approfonditi i ruoli delle unità di fanteria, dell’artiglieria e delle nascenti forze corazzate, così come l’impiego delle nuove armi come i gas asfissianti e i lanciafiamme. L’autore sottolinea come la guerra sul Piave sia stata un laboratorio di sperimentazione militare, in cui vennero testate nuove dottrine e tecnologie che avrebbero poi trovato applicazione in altri teatri di guerra. Inoltre, il volume dedica spazio alle dinamiche logistiche e alle difficoltà incontrate dagli eserciti nel mantenere le linee di rifornimento, un aspetto spesso trascurato ma fondamentale per la prosecuzione delle operazioni. Un altro elemento di rilievo è l’attenzione riservata alle figure dei comandanti, sia quelli considerati eccellenti che quelli giudicati meno efficaci. Romeo di Colloredo analizza le decisioni strategiche di generali come Luigi Cadorna, sostituito da Diaz dopo la disfatta di Caporetto, e di Erich von Ludendorff, che coordinò le operazioni austro-tedesche sul fronte italiano. Vengono messi in luce i successi e i fallimenti di ciascuno, evidenziando come le scelte individuali abbiano spesso determinato il destino delle battaglie. Il testo sottolinea, ad esempio, come la capacità di Diaz di riorganizzare l’esercito italiano dopo Caporetto sia stata determinante per la vittoria finale. Infine, il volume si conclude con una riflessione sull’eredità della guerra sul Piave, sottolineando come le lezioni apprese in questo teatro abbiano influenzato la dottrina militare italiana nel periodo interbellico e oltre. L’autore evidenzia come le innovazioni tattiche e organizzative introdotte durante il conflitto abbiano gettato le basi per la moderna guerra meccanizzata, rendendo *Gli Eserciti sul Piave 1917-1918* non solo un’opera di storia militare, ma anche un contributo alla comprensione delle trasformazioni belliche del XX secolo.